La prima bottiglia realizzata interamente in acciaio inox 18/10:
Roberto Anzaldi (membro dell’Associazione A.N.A.P.O.O., assaggiatore professionista d'olio d'oliva, Capo Panel, consulente per la produzione dell'olio, componente Panel 1 Commissione del C.C.I.A.A. di Firenze e responsabile di un laboratorio di trasformazione da oltre 20 anni) riuscì dopo varie ricerche e vari prototipi, a farsi produrre da Guido Chiti Presidente giovani Industriali e titolare della società IPAC s.p.a. di Pistoia un definitivo di bottiglia che garantisse i requisiti richiesti. (totale assenza di luce, assenza di aria, infrangibile, 50% più leggera del vetro e riciclabile). La ricerca scientifica dell'Università di Firenze e della Camera di Commercio di Firenze ne hanno comprovato i vantaggi.

Così nasce OLIPAC la prima bottiglia in acciaio 18/10 per alimenti.
  OLIPAC la prima bottiglia in acciaio inox 18/10 brevettata e prodotta dalla Società IPAC spa. di Pistoia e commercializzata dalla Qultivar srl, ha dimostrato attraverso la ricerca scientifica di essere il contenitore più idoneo al contenimento e alla commercializzazione dell’olio. A seguito di sperimentazioni e controlli, è risultato l’unico materiale in grado di mantenere intatte e inalterate nel tempo le naturali caratteristiche chimiche ed organolettiche del prodotto. Nella fase di sperimentazione della bottiglia, è stato chiesto la collaborazione del dott. Marco Mugelli il quale si è reso disponibile nelle varie prove di imbottigliamento e resistenza al sottovuoto. Torre Bianca Sotto il Marchio Arte Olearia Cultivar Plus è stata la prima Azienda ad aver acquistato e commercializzato il proprio olio in bottiglia olipac. La bottiglia di acciaio inox 18/10 olipac è stata presentata per la prima volta al Premio Vespucci 2007 con un tappo personalizzato adeguato al collo della bottiglia che garantisce la chiusura sotto vuoto, ed eventualmente anche l’antiriempimento.
Nella ricerca del settore oleario sono stati raggiunti notevoli risultati, che permettono di produrre oli che mantengono la quasi totale integrità delle proprie caratteristiche. Una volta prodotti gli oli nella tipologia d’estrazione più idonea al mantenimento delle loro peculiarità nutrizionali e dei valori chimici, occorre gestire lo stoccaggio, l’imbottigliamento e la commercializzazione, in maniera tale da conservare le proprietà del prodotto. Nelle ricerche e negli studi più autorevoli e recenti, si sottolinea l’importanza di eliminare il contatto con l’aria e il passaggio di luce: da qui la necessità del sottovuoto e del buio totale per evitare i processi ossidativi che questi innescano.

Olipac è un contenitore in linea con la sostenibilità ecologica essendo riutilizzabile molte volte oltre che riciclabile, è infrangibile, il suo peso è la metà di quello di una bottiglia di vetro, permettendo così sia un risparmio energetico sia un risparmio nei costi di spedizione. Questo articolo innovativo si rivolge al consumatore orientato verso la qualità, la cura dell’alimentazione e del salutismo, che preferisce acquistare prodotti che abbiano il più possibile integre le loro proprietà nutrizionali. Ad oggi in Italia sono oltre 100 i produttori che imbottigliano in Olipac: distribuiti in Toscana, Umbria, Lazio, Garda, Liguria, Calabria e Sicilia.

(La ricerca scientifica di cui la dott.ssa Migliorini riassume i risultati, ha avuto un costo pari a € 12.000,00 circa)  

Dott.ssa Marzia Migliorini del Laboratorio Chimico Merceologico Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze

Ricerca su bottiglie Olipac

"La filiera dell’olio extra vergine di oliva presenta molti punti critici che devono essere tenuti sotto controllo quando l’obiettivo è produrre un olio extra vergine di qualità. Spesso notevoli sono gli sforzi che il frantoiano fa per raccogliere i frutti al momento di maturazione tecnologico oppure per tenere sotto controllo i parametri temperatura, potenziale di ossido-riduzione e tempi nelle singole fasi dell’estrazione, mentre poca attenzione viene rivolta alla fase finale della filiera, ossia al condizionamento dell’olio extra vergine di oliva. Non dobbiamo dimenticare che il miglior olio extra vergine di oliva prodotto al frantoio può divenire nel breve tempo mediocre in funzione delle modalità di conservazione. Per questo motivo, la proposta di realizzare e anche valorizzare una ricerca sulle caratteristiche dei contenitori per l’imbottigliamento dell’olio extra vergine di qualità trovò consensi presso questo Laboratorio (si tratta del Laboratorio della CCIAA di Firenze), che da anni si occupa di trovare soluzioni efficaci per la filiera dell’olio extra vergine di oliva. Ovviamente le basi da cui siamo partiti facevano pensare a una soluzione che avrebbe dato dei risultati interessanti da un punto di vista scientifico: è noto ormai da tempo che l’acciaio inox sia il miglior materiale per la conservazione dell’olio extra vergine di oliva, perché, a confronto di altri materiali comunemente utilizzati per l’imbottigliamento, lo protegge in maniera più efficace dalla luce e anche dal gradiente di temperatura. L’idea di realizzare una bottiglia così fatta era quindi originale e soprattutto di utilità per il comparto degli oli di qualità: effettuare una indagine scientifica a supporto di indicazioni che già facevano pensare bene, era sembrato utile al fine di conferire al prodotto proposto un valore aggiunto.La sperimentazione, condotta dal Laboratorio della Camera di Commercio in collaborazione scientifica con il Deistaf dell’Università di Firenze, e per il cui piano sperimentale rimando a “materiali e metodi” della pubblicazione internazionale su Packaging Technology and Science (2010), ha dimostrato che un olio extra vergine di media qualità (contenuto totale di fenoli all’imbottigliamento pari a 423 mg/Kg) e con parametri di base (acidità libera pari a 0.14 % in peso di acido oleico e numero di perossidi pari a 4.20 meq/kg di olio) idonei all’imbottigliamento si conserva meglio, a parità di altre condizioni, rispetto allo stesso imbottigliato in vetro chiaro e scuro. In sintesi, dopo un anno di sperimentazione la conservazione in bottiglia di acciaio aveva consentito di mantenere più a lungo le caratteristiche qualitative dell’olio extra vergine di oliva in termini di: 1. minore stato di ossidazione:
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di acciaio inox:numero di perossidi pari a 10.0 meq/kg di olio
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di vetro scuro:numero di perossidi pari a 54.85 meq/kg di olio
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di vetro chiaro:numero di perossidi pari a 74.75 meq/kg di olio

2. ridotta perdita in composti antiossidanti
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di acciaio inox:polifenoli totali pari a 318 mg/kg di olio
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di vetro scuro:polifenoli totali pari a 242 mg/kg di olio
  -  dopo 12 mesi, olio in bottiglia di vetro chiaro:polifenoli totali pari a 238 mg/kg di olio

3. preservazione delle caratteristiche sensoriali
  -  gli assaggiatori che hanno partecipato ad un test di preferenza non riscontrano differenze qualitative tra gli oli conservati in vetro chiaro e scuro, mentre evidenziano di preferire l’olio extra vergine di oliva conservato in acciaio inox rispetto allo stesso conservato in vetro scuro e chiaro rispettivamente dopo 6 e 4 mesi di stoccaggio.
A proposito del contenuto del numero di perossidi si osserva che dopo 12 mesi il prodotto conservato in bottiglie di vetro chiaro e in bottiglie di vetro scuro è risultato FUORI DAI LIMITI STABILITI PER LEGGE (riferimento Reg.CE 2568/91 e succ. modifiche)".